Il Consiglio municipale ha approvato la decisione sulla fondazione dell’Istituto per l’assetto territoriale della Città di Fiume, un nuovo ente pubblico al quale saranno affidati i compiti di pianificazione e assetto territoriale e di stesura di studi, analisi e di altri atti riguardanti la pianificazione territoriale. Nel corso della seduta è stato discusso anche lo stato dell’arte del progetto di riqualifica della nave Galeb, per il quale non sono ancora noti i costi complessivi, ma si sa che attualmente l’importo è di tre volte superiore a quello pianificato.
In apertura della seduta hanno prestato giuramento due nuovi consiglieri. Enea Dessardo è stato eletto alle suppletive a rappresentante della minoranza nazionale italiana, mentre Irena Bolf, tesserata del Partito socialdemocratico (SDP) subentra a Sandra Krpan, che ha messo il suo mandato di consigliere in aspettativa per motivi personali. Il Consiglio municipale della Città di Fiume conta ora complessivamente 32 consiglieri.
I consiglieri hanno approvato all’unanimità la decisione sull’avvio della procedura di nomina dei membri del Consiglio dei giovani della Città di Fiume tramite invito pubblico. L’invito sarà pubblicato il 5 novembre sui quotidiani locali e sulle pagine web della Città.
- Irena-Bolf
- Dunja Kuhar i Robert-Kurelić
- Enea Desardo
Un nuovo ente pubblico – l’Istituto per l’assetto territoriale della Città di Fiume
Il Consiglio municipale ha approvato all’unanimità la decisione sulla fondazione dell’Istituto per l’assetto territoriale della Città di Fiume, un nuovo ente pubblico al quale saranno affidati i compiti di stesura e coordinamento della documentazione di pianificazione territoriale, degli studi di settore, delle analisi del territorio e degli altri atti riguardanti la materia riguardante l’assetto territoriale. Il fondatore e proprietario dell’Istituto è la Città di Fiume e la sede dell’ente sarà a Fiume, in via Trpimir 2. L’inizio operativo dell’attività dell’Istituto è previsto dal 1º marzo 2026. Fino alla nomina del direttore, a direttore temporaneo è stata nominata Ivna Grabovac, mag. ing. arch.
La fondazione dell’Istituto per l’assetto territoriale è la precondizione istituzionale per un cambio di passo nella gestione del territorio. L’attuale sistema di organizzazione istituzionale cittadino ha spinto l’urbanistica in secondo piano. Il nuovo Istituto preparerà la Strategia di sviluppo territoriale della Città di Fiume e definirà procedure trasparenti per la stesura di ricerche e per lo svolgimento di consultazioni e dei bandi per lavori architettonici, è stato dichiarato nel corso della seduta.
Il consigliere Alen Ružić (HDZ) ha evidenziato di aspettarsi che una delle prime decisioni dell’Istituto sia la definizione dei contenuti e del riassetto dell’area dell’ex Ospedale infantile di Costabella, la cui cura grava a carico del CCO di Fiume, che continuerà ad occuparsene fino a quando non saranno risolte le questioni legali inerenti alla consegna in possesso dell’area alla Città. Ružić ha ricordato anche le questioni giuridico-patrimoniali aperte tra lo Stato e la Città di Fiume a causa delle quali il nuovo ospedale a Sušak non dispone ancora di tutti i permessi necessari.
Gli ha replicato Goran Palčevski (SDP) che ha indicato la causa dell’impossibilità a procedere con il trasferimento della proprietà dell’immobile in un debito fiscale della Città di Fiume, dovuto – ha dichiarato – all’inerzia dell’ex sindaco.
Si tratta di un debito fiscale risalente al 2018 e ammontante a tre milioni di euro, ha confermato la sindaca Rinčić, aggiungendo che sono attualmente in corso le trattative per definire le modalità di restituzione del debito in parola. “Lei era vicesindaco e poteva risolvere la questione molto tempo fa”, ha detto il vicesindaco Vedran Vivoda rivolgendosi a Palčevski.
Resoconti sull’attività degli enti culturali
La sindaca ha chiarito che sono stati accolti i resoconti sul lavoro svolto presentati dall’Art-cinema, dal Teatro civico dei burattini di Fiume, della Biblioteca civica di Fiume e del Museo d’arte moderna e contemporanea, mentre si è preso atto dei resoconti sull’attività della Casa di cultura croata a Sušak, del Teatro nazionale croato Ivan de Zajc e del Museo civico di Fiume. “Non sono pianificate destituzioni, ma auspichiamo una visione diversa di alcuni enti e una gestione più responsabile del denaro pubblico”, ha detto la sindaca Iva Rinčić.
La sindaca Rinčić: Il progetto di riqualifica della nave Galeb è stato gestito male, in modo irresponsabile e dannoso
“Il progetto di riqualifica della nave Galeb è stato gestito male, in modo irresponsabile e dannoso”, ha dichiarato la sindaca Iva Rinčić nella sua relazione introduttiva incentrata sullo stato dell’arte del progetto “Valorizzazione turistica dei monumenti rappresentativi del patrimonio industriale fiumano”. Stando alle parole della sindaca, la riqualifica della Galeb viene finanziata soltanto in piccola parte, circa il 20 per cento, con fondi europei, mentre il rimanente 80 per cento delle spese sarà a carico dei residenti a Fiume, per il tramite del bilancio cittadino.
“Ci giungono costantemente informazioni riguardanti nuove spese. L’importo iniziale, nel 2016, ammontava a poco più di 4 milioni di euro, oggi siamo a quota 12,9 milioni e il progetto non è ancora concluso”, ha evidenziato Rinčić, aggiungendo che la conclusione dei lavori è attesa nel corso dell’anno prossimo. Dal 2008 nella realizzazione del progetto sono stati investiti complessivamente circa 15 milioni di euro, ma la nave non è ancora completamente attrezzata – la parte museale non è completata e il bando per la concessione in affitto dell’area destinata alla ristorazione è andato deserto. Comunque, considerato che è stato realizzato circa il 95 per cento del progetto la sindaca ha sottolineato che attualmente risulta fondamentale definire il futuro modello di gestione della nave-museo.
Stando ai dati dei quali dispone la sindaca Rinčić, ai sensi del Contratto sull’assegnazione dei mezzi a fondo perduto per un periodo di 5 anni è necessario assicurare la sostenibilità dei risultati del progetto. Per le spese per gli stipendi dei dipendenti del Museo sulla Galeb (16 dipendenti), l’equipaggio e la manutenzione, il carenaggio nel cantiere navale, le spese di regia e i costi per l’assicurazione sarà necessario assicurare poco meno di un milione di euro all’anno per il periodo nel quale è indispensabile assicurare la sostenibilità del Progetto (5 anni). Nell’importo non sono comprese le spese per la realizzazione dei programmi museali.
Su iniziativa della Città di Fiume si è svolta a Zagabria, il 15 ottobre 2025, una seduta con i rappresentanti del Ministero dello Sviluppo regionale e dei Fondi UE e SAFU nel corso della quale è stata esaminata la possibilità di approvazione di una proroga per l’attuazione del Progetto fino al 31 dicembre 2026. Il 16 ottobre 2025 la Città di Fiume ha presentato la richiesta di modifica del Contratto sull’assegnazione dei mezzi a fondo perduto con termine della proroga fino al 31 dicembre 2026 onde consentire uno sforzo ulteriore e il raggiungimento degli indicatori stabiliti e non ancora raggiunti dalle componenti commerciali della Galeb, procedendo con determinate modifiche nella definizione dei contenuti commerciali pianificati sulla nave.
Fino al 9/10/2025 le spese complessive riferite alla nave Galeb ammontano a 14.891.579,17 euro. Esistono pretese economiche della Dalmont, riferite alla consegna, rispetto alle quali le parti non concordano. La società chiede il pagamento di 4.431.480,46 euro, mentre la Città, ai sensi dell’elaborato sulla stima dei costi, valuta tali spese a 581.990,46 Euro.
La sindaca ha concluso che si stima che a conclusione del progetto le spese complessive a carico della Città di Fiume e del Museo civico di Fiume ammonteranno a 22.055.895,54 Euro, ovvero nel caso di riuscita della Dalmont con la sua richiesta a 25.905.385,56 Euro.
Le reazioni politiche
Il consigliere Josip Ostrogović (HDZ) ha avvertito che il progetto “da serio” si è trasformato in “irresponsabile”.
“Se al cantiere navale Dalmont dovrà essere pagato l’importo complessivo richiesto e se a causa della morosità dovremo restituire i mezzi europei il costo di questo museo galleggiante potrebbe salire anche fino a 35 milioni di euro. Con questo denaro Fiume poteva diventare un paradiso in terra – costruire campi da gioco, garage e appartamenti. Gli ex sindaci Obersnel e Filipović e l’SDP hanno gettato al vento 22 milioni di euro e noi non ne avremmo saputo niente se l’SDP fosse al potere”, ha fatto sapere Ostrogović che ha invitato la sindaca a pubblicare tutta la documentazione riguardante la Galeb.
Che cosa fare ora?
La sindaca Rinčić ha detto che le modalità di gestione dei progetti a Fiume devono cambiare. La SAFU è dell’opinione che questo progetto si deve concludere e che sarebbe un’onta per Fiume e per la Croazia dover restituire il finanziamento europeo. Si tratta di un’opinione condivisa anche dalla ministra della Cultura.
“La Galeb è un problema che accomuna tutti noi. Il denaro dei residenti a Fiume è stato speso per questo progetto e dobbiamo decidere tutti assieme le sorti del progetto. Ingaggeremo un perito al quale chiederemo di fornire un’informazione esatta in merito alle spese, ma dobbiamo trovare il modo per modificare la voce riferita all’ostello, che va sostituito con un altro contenuto commerciale. Per quanto riguarda la conclusione del progetto sono possibili alcuni scenari. Attualmente aspettiamo la decisione della SAFU in merito alla richiesta di proroga del termine fino al 31 dicembre dell’anno prossimo. Ci rivolgeremo con una richiesta d’aiuto anche al Ministero e allo Stato. Una stima approssimativa indica che le spese aumenteranno ancora di ulteriori circa 6 milioni di euro, ma rinunciare in questa fase sarebbe una pessima decisione”, ha concluso la sindaca Rinčić, annunciando che all’opinione pubblica saranno fornite regolarmente informazioni su tutte le nuove circostanze inerenti al progetto Galeb.



